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Scire – Post 1: Mi creda, questo le farà bene…
di Danilo di Diodoro (pubblicato il 14/05/2008 alle 18:48:30, in Post, cliccato 1851 volte)

Mercoledì 14 maggio 2008

L’effetto placebo? Sappiamo tutti che è quello strano fenomeno per il quale molti pazienti migliorano anche in seguito a interventi non specificamente dotati di reale potere terapeutico, ma ora se ne sa qualcosa di più.
Una ricerca pubblicata sul BMJ, visibile cliccando sull’indirizzo sotto riportato (1), ha infatti appena dimostrato che l’effetto placebo è composto da vari elementi diversi tra loro, il più potente dei quali è una significativa relazione tra il terapeuta e il paziente. Poi c’è l’effetto placebo legato al farmaco o comunque allo specifico trattamento, e infine c’è l’effetto placebo causato dal semplice fatto che il paziente è osservato e valutato. Tutti questi elementi, ha osservato il gruppo di ricerca guidato da Ted Kaptchuk dell’Harvard Medical School di Boston, assieme agli altri autori dell’articolo, possono essere sapientemente e appositamente mescolati e graduati per ottenere il massimo dell’effetto placebo. La ricerca, condotta su 262 pazienti affetti da sindrome dell’intestino irritabile, ha messo a confronto tre diversi regimi di “trattamento”: un gruppo di pazienti è stato semplicemente osservato in attesa di ricevere un trattamento (la cosiddetta “waiting list”); un altro gruppo ha ricevuto un trattamento con agopuntura “sham”, ossia un’agopuntura finta, effettuata su punti che non corrispondono a quelli della vera agopuntura, e che quindi non dovrebbe funzionare; un terzo gruppo, infine, ha ricevuto sempre l’agopuntura sham, ma con l’aggiunta di un rapporto caldo e intenso con il terapeuta. Alla fine delle tre settimane di “trattamento” risultava migliorato il 3% dei pazienti del primo gruppo, il 20% di quelli del secondo gruppo, ben il 37% di quelli del terzo gruppo.

Che dire? Credo che questo studio sia interessante soprattutto perché consente di scomporre e individuare chiaramente le varie componenti di quel fenomeno spesso considerato un po’ misterioso che è l’effetto placebo. Una volta individuate, queste componenti possono essere poi volutamente graduate e coscientemente utilizzate nella pratica clinica, specie quando sono in ballo sintomi notoriamente sensibili al placebo, come il dolore. Personalmente, poi, credo che l’articolo ponga interrogativi su un altro aspetto, riguardante le Medicine non Convenzionali, alle quali appartiene l’agopuntura, utilizzata in questo studio nella forma sham. Come mai risulta tanto efficace l’agopuntura “finta”? Se funziona quella finta, non vuol per caso dire che potrebbe trattarsi solo di effetto placebo, rinforzato da quel particolare alone che c'è attorno alle Medicine non Convenzionali? La questione oggi è molto dibattuta. Una revisione sistematica della Cochrane Library (2) ha stabilito che in effetti l’agopuntura sembra mostrare limitate prove di efficacia, come trattamento aggiuntivo, per il sollievo del dolore e il miglioramento funzionale nei pazienti con mal di schiena cronico. Ma si tratta di un effetto specifico del trattamento, o di un generico effetto placebo? L’ultima parola su questo argomento ancora non è stata detta, la ricerca continua.

Per leggere la bibliografia citata nel Post cerca nello storico dei Link qui a fianco, alla data del Post, oppure clicca sui rispettivi link:

1) Ted J Kaptchuk, et al. Components of placebo effect: randomised controlled trial in patients with irritable bowel syndrome BMJ, doi: 10.1136/bmj.39524.439618.25 (published 3 April 2008).


2) Furlan AD, van Tulder MW, Cherkin DC, Tsukayama H, Lao L, Koes BW, Berman BM. Acupuncture and dry-needling for low back pain. Cochrane Database of Systematic Reviews 2005, Issue 1. Art. No.: CD001351. DOI: 10.1002/14651858.CD001351.pub2.