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Scire - Post 21: Miti e credenze della Medicina
di Danilo di Diodoro (pubblicato il 30/12/2008 alle 12:32:42, in Post, cliccato 1657 volte)

Martedì 30 dicembre 2008

Sono tanti i miti e le credenze che si annidano nella pratica medica senza che ci sia nemmeno una prova a sostenerli. Ad esempio, da molti anni si dà per scontato che durante i periodi di festa chi è depresso corra un maggior rischio di suicidio, anche se pare che nessuno l’abbia mai davvero provato. E’ solo uno dei miti della Medicina che vengono sfatati da una ricerca (1) pubblicata da due ricercatori americani, Rachel Vreeman e Aaron Carrol sull’ultimo numero dell’anno del BMJ (British Medical Journal), il famoso numero di Natale, che ogni anno coglie l’occasione delle feste per pubblicare articoli inusuali o addirittura stravaganti, sebbene rigorosi dal punto di vista scientifico. Insomma, il BMJ, che è serio tutto l’anno, a Natale ama lasciarsi andare e leggere questo numero speciale può essere divertente e istruttivo.

Altro mito sfatato: ci sono ben 12 trial randomizzati e controllati (RCT) che dimostrano come non sia vero che l’assunzione di zuccheri generi stati di iperattività nei ragazzi, neppure in quelli che soffrono di un disturbo dell’attenzione con iperattività. Ma dato che le convinzioni sono dure a morire, anche di fronte alle prove contrarie, la ricerca ha evidenziato come i genitori dei ragazzi, quando sono convinti che questi ultimi abbiano assunto una bevanda zuccherata (che in realtà era sugar-free), tendono a valutarli molto più iperattivi. Ecco come si formano le false credenze in medicina, dando valore a osservazioni che sono sostenute da pregiudizi. In pratica, siamo agli antipodi dell’Evidence Based Medicine (EBM).

L’articolo di Vreeman e Carrol segnala anche come erronea la convinzione che fino al 40-50 per cento del calore corporeo si perda attraverso la testa, per cui quando la temperatura scende è indispensabile ricorrere al cappello. Deve forse essere una convinzione solo inglese, o almeno io non ne avevo mai sentito parlare prima. In ogni caso non è vero che il cappello protegge particolarmente dal freddo. Dalla testa si perde esattamente la stessa quantità di calore che si perde da qualunque altra superficie corporea delle stesse dimensioni. Il mito sembra essere nato dall’ambito militare, da studi realizzati su personale delle basi artiche, esposto a temperature estremamente basse con uniformi che non prevedevano il cappello. Bizzarrie militari.

E non è vero che mangiare durante la notte faccia ingrassare più che mangiare di giorno. Revisionando vari studi, i due ricercatori americani sono giunti alla conclusione che non c’è alcun collegamento tra la tendenza all’obesità e i pasti notturni. Sempre che, naturalmente, un individuo non si alimenti in quantità sufficiente di giorno e, in più, mangi la notte. Ma questo è ovvio. Quindi mangiare durante la notte non è di per sé un fattore che contribuisce all’obesità. Il mito probabilmente si è formato in seguito a osservazioni sporadiche di persone che hanno un comportamento alimentare scorretto durante il giorno, magari perché seguono una qualche dieta sbilanciata per dimagrire, e così durante la notte vengono sopraffatti dalla fame e mangiano più di quanto dovrebbero.

Infine, e questo può essere davvero utile da tenere presente in un periodo di feste, quando più facilmente si beve alcool, due parole sui rimedi contro l’hangover, quel senso di malessere con il quale ci si sveglia la mattina dopo che si è bevuto qualche bicchiere di troppo. Ebbene, esistono revisioni sistematiche che indicano chiaramente come per vincere l’hangover non serva assolutamente a niente ricorrere a rimedi casalinghi come mangiare carciofi o addirittura assumere farmaci, come il propanololo. L’hangover può solo essere prevenuto, per cui non ci resta che chiudere l’anno brindando con moderazione…

Per leggere la bibliografia citata nel Post clicca sui link:

1) R. Vreeman, A. Carroll, Festive medical myths, BMJ 2008;337:a2769 http://www.bmj.com/cgi/section_pdf/337/dec17_2/a2769.pdf