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Scire – Post 13: Ahi, Ahi, Ahi… AIFA…
di Danilo di Diodoro (pubblicato il 24/09/2008 alle 05:42:06, in Post, cliccato 1831 volte)

Mercoledì 24 settembre 2008

Di sicuro avrai letto sui giornali o sentito in TV che c’è stato una specie di terremoto all’Agenzia italiana del farmaco (AIFA). Ma sai che cosa sta succedendo veramente all’AIFA? Dico veramente, perché la vicenda è stata presentata dai media, in gran parte, come se fosse l’ennesimo scandalo della sanità italiana, con funzionari corrotti che sono stati rimossi dai loro incarichi di responsabilità. In realtà ci sarebbero molti distinguo da fare.

La questione interessa il nostro blog perché il lavoro svolto dall’AIFA in questi anni, sotto la direzione di Nello Martini, è andato ampiamente nel senso di garantire l’indipendenza della ricerca e la supremazia della scientificità e degli interessi dei cittadini sugli interessi industriali. Questo è avvenuto, ad esempio, attraverso lo sviluppo di un sistema di ricerca clinica indipendente (i bandi AIFA sulla ricerca, finanziati con il 5% di quanto l’industria farmaceutica spende in pubblicità), attraverso il supporto a progetti di formazione Evidence-Based (come Clinical Evidence e il programma di formazione a distanza ECCE, per medici e infermieri), attraverso il contenimento della spesa farmacologica (tenuta ferma al 13% della spesa sanitaria), realizzato controllando lo strapotere dell’industria farmaceutica internazionale. Ma a luglio, in seguito all’inchiesta giudiziaria di cui ho detto, Nello Martini è stato rimosso dal suo incarico di direttore dell’AIFA e sostituito da Guido Rasi. Per citare il titolo di un articolo apparso su L’Espresso, la questione potrebbe essere sintetizzata così: “E’ bravo, mandiamolo via”.

Visto che a noi interessano gli aspetti medico-scientifici della storia, la vicenda giudiziario-mediatica la racconto molto brevemente. Chi volesse seguirla più in dettaglio può fare riferimento alla rivista Dialogo sui farmaci che ha aperto una sezione del suo sito dedicata al “caso AIFA”.

Dunque, succede che a maggio alcuni funzionari dell’AIFA vengono accusati da un’inchiesta della magistratura di corruzione per aver preso regali dall’industria farmaceutica alla quale sarebbero stati garantiti dei trattamenti di favore. L’inchiesta giudiziaria poi si allarga e finisce per coinvolgere lo stesso Nello Martini, il quale viene accusato di disastro colposo perché, secondo una perizia in mano alla Procura di Torino, una ventina di foglietti illustrativi di farmaci risultano non avere gli effetti collaterali aggiornati, e quindi Martini a luglio viene rimosso dall’incarico e sostituito. Già prima della sua rimozione, però, sia un panel di esperti più che autorevoli (tra cui Garattini, Bobbio, Montanaro e Del Favero), sia la stessa commissione messa in piedi dal Ministero del welfare e della salute (il ministero che ha rimosso Martini), sottolineano come in realtà di pericoli per la salute pubblica non ce ne siano mai stati, visto che i mancati aggiornamenti dei foglietti illustrativi riguardavano modifiche più formali che sostanziali. E a questo punto alla prima perizia, realizzata da una sola farmacologa, vengono contestati errori ed esagerazioni. E allora? Cosa sta succedendo veramente all’AIFA?

Se è difficile capirlo seguendo i giornali italiani, può essere utile seguire invece come la vicenda è stata raccontata dal BMJ (1), (2) e dalla rivista Nature. Ad esempio, secondo un editoriale apparso su quest’ultima prestigiosa rivista (3), “Nello Martini, un farmacista privo di appartenenza politica” sarebbe stato rimosso in realtà per aver in questi anni suscitato le ire dell’industria farmaceutica a causa dei suoi sforzi, in gran parte riusciti, proprio per eliminare i fenomeni di corruzione nei rapporti con l’industria farmaceutica stessa e per contenere i prezzi dei farmaci. Ma c’è di più, ora il governo avrebbe in animo di togliere all’AIFA il potere di stabilire il prezzo dei farmaci, funzione ovviamente cruciale per i rapporti con l’industria, riportandola all’interno del Ministero della salute e del welfare, e quindi non più all’interno di una struttura tecnica. E, sempre secondo l’editoriale di Nature, i rapporti del Ministero del welfare e della salute con l’industria farmaceutica sarebbero, testuali parole, “spiacevolmente vicini. Ad esempio, la moglie del ministro Maurizio Sacconi è direttore generale di Farmindustria”. L’editoriale di Nature, quindi dice abbastanza chiaramente che quello che sta veramente avvenendo all’AIFA è lo spostamento verso gli interessi dell’industria, a scapito di quelli che sono gli interessi dell’integrità scientifica e dei cittadini. A tale proposito, viene ricordato come la priorità degli interessi dell’industria fosse la regola in tempi andati, all’epoca di Duilio Poggiolini e dei famosi lingotti d’oro dentro al puff del salotto.

Per leggere la bibliografia citata nel Post clicca sui link:

1) Michael Day. Italian police arrest drug agency officials over alleged falsification of data. BMJ 2008;336:1208-1209

www.bmj.com/cgi/content/full/336/7655/1208-b

2) Turone F. Doctors and researchers in Italy protest against dismissal of drug regulator. BMJ 2008;337, 369

http://www.bmj.com/cgi/content/full/337/aug14_1/a1276

3) Editorial. Clean hands, please. Nature, 2008, 7 August, 454;7205,667

http://www.nature.com/nature/journal/v454/n7205/pdf/454667b.pdf