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Post 153 – L’app che prende l’iniziativa
di Danilo di Diodoro (pubblicato il 09/04/2015 alle 09:06:26, in Post, cliccato 1195 volte)

Giovedì 9 aprile 2015.

La medicina d’iniziativa è un approccio completamente diverso alla relazione terapeutica: medico e paziente sono chiamati a partecipare dinamicamente al processo di cura. Il paziente organizza le informazioni che lo riguardano, il medico si attiva per monitorare il comportamento del suo assistito e la comparsa di eventuali sintomi. Grandi opportunità in tal senso sono offerte dalla disponibilità di strumenti elettronici, come gli smartphone, ormai nelle tasche di tutti, e dalle relative applicazioni, le cosiddette “app”.

Un esempio di una nuova app pensata per stimolare la medicina d’iniziativa è VooDoc , un’app di supporto nel monitoraggio e trattamento delle patologie e condizioni gastro-intestinali. L’app consente a chi soffre di questi disturbi di registrare l’andamento dei propri sintomi e i farmaci che sta assumendo e di ricevere un bip al momento in cui deve prenderli. Tiene anche un diario degli incontri con il proprio medico e un’agenda delle visite programmate. La vera innovazione risiede però sul versante del medico, il quale, se autorizzato in tal senso, può controllare a distanza l’andamento dei sintomi del proprio assistito e verificare la sua aderenza alla terapia. Se nota elementi di peggioramento, può prendere l’iniziativa di contattare l’assistito e dare suggerimenti, nuove indicazioni, o decidere di anticipare la visita successiva.

Dice il dottor Vincenzo Cennamo, ideatore dell’app e Responsabile della Gastroenterologia dell’Ospedale Bellaria e dell’Area Metropolitana dell’Azienda Usl di Bologna: “Oggi il paziente ha sempre più difficoltà a portare il proprio racconto nell’incontro con il medico, visti i tempi stretti delle visite e la tendenza ad affidarsi a strumenti diagnostici tecnologici. L’app VooDoc cerca di superare questa situazione creando uno spazio condivisibile tra medico e paziente, specie per le patologie tendenzialmente croniche, nel quale il racconto di quest’ultimo diventa una diretta continua. Ed è uno strumento che punta anche a creare una condizione di reciproca simpatia e a superare il distacco.” La vera sfida sarà l’accoglienza che gli riserveranno i medici, sia medici di medicina generale sia gastroenterologi. “Confidiamo sul fatto che saranno gli stessi pazienti a chiedere ai loro medici di iscriversi all’app e di entrare in questa nuova modalità di relazione” dice ancora Cennamo. “Quale sarà il comportamento dei medici è un’incognita, ma sono convinto che la modernizzazione debba essere governata, e che i medici vadano indirizzati in tal senso, vadano aiutati a entrare nei panni di un’attività professionale che non può più poggiare sui ruoli tradizionali della relazione terapeutica.”

Lo sviluppo di VooDoc è stato supportato da un’azienda farmaceutica attraverso un contributo non condizionato.

Attraverso la medicina d’iniziativa che utilizza anche nuovi strumenti, come le app, si potranno sempre più indirizzare meglio le persone verso il corretto accesso ai servizi, migliorandone così le prestazioni; si potranno predisporre idonei sistemi informativi destinati ai cittadini, che in tal modo hanno la possibilità di entrare attivamente nel processo di cura; si favorisce la continuità dell’assistenza tra i diversi specialisti e il rapporto fra ospedale e territorio.