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Scire - Post 7: Sfogliare, leggere, filtrare
di Danilo di Diodoro (pubblicato il 02/07/2008 alle 23:47:20, in Post, cliccato 1439 volte)

Mercoledì 2 luglio 2008

Come si fa a tenere costantemente monitorata la sterminata letteratura medico scientifica, per sapere se nel settore che ti interessa è uscita qualche nuova informazione utile per la tua pratica clinica? Non è la stessa cosa del cercare una specifica informazione per rispondere a uno specifico quesito emerso dalla pratica clinica, argomento al quale ho dedicato il post 6 e che viene chiamato searching.
 
A questo altro aspetto della letteratura medico scientifica, chiamato invece scanning o foraging (che in inglese vuol dire frugare, rovistare), è dedicata una lettera (1) inviata alla rivista Evidence Based Medicine da Drew Keister e Julie Tilson, i quali sostengono che molti operatori sanitari si sforzano per cercare di tenere monitorate molte più riviste di quelle che possono realmente seguire, con il risultato che alla lunga si scoraggiano e talvolta abbandonano questa lodevole attività. In effetti, può essere difficile seguire il panorama delle riviste che ti interessano, anche se ora questo compito è facilitato dal fatto che molte di esse offrono la possibilità a chi si iscrive gratuitamente al loro sito, di ricevere nella propria casella di posta elettronica l’indice di ogni nuovo numero pubblicato. Così puoi scorrere l’indice, e se c’è qualche articolo che ti interessa puoi cliccare sul titolo per vedere l’articolo, il più delle volte full-text, considerato che l’Ausl di Bologna ha nella sua biblioteca on line oltre 5000 risorse full-text. Attualmente, alcune riviste importanti, come il New England Journal of Medicine, Nature e Science, offrono anche il servizio di Podcast, file audio nei quali l’editor della rivista presenta gli articoli pubblicati nell’ultimo numero, alle volte anche con interviste agli autori e commenti. Volendo, e da qui il nome Podcast, il file può essere scaricato e ascoltato quando si vuole sul proprio I-Pod o altro lettore Mp3, magari mentre si è sotto l’ombrellone. Di queste avanzate modalità di trasmissione dell’informazione medico-scientifica parla Eugenio Santoro dell’Istituto Mario Negri di Milano in un chiaro articolo uscito sulla rivista Ricerca & Pratica (2).
 
Ricevere direttamente gli indici per e-mail o scaricare i Podcast delle riviste più importanti del tuo settore è certamente molto utile, ma poi dovresti sapere filtrare gli articoli secondo il loro livello di qualità. Così può esserti utile sapere che ora esistono anche altre modalità per effettuare un foraging che possa contare su un lavoro di filtro già realizzato, in modo da evitare tutto quel rumore di fondo causato dagli articoli di scarsa qualità metodologica. Il gruppo canadese della McMaster University (3) tiene costantemente sotto controllo 140 riviste internazionali di medicina, tra cui le più importanti riviste mediche generali, come il New England Journal of Medicine, Lancet, JAMA, BMJ, Annals of Internal Medicine, oltre alle principali riviste di specialità e alle revisioni sistematiche della Cochrane Library. Così vengono valutati circa 60.000 articoli l’anno, molti più di quelli che chiunque potrebbe leggere da solo. Questi articoli, sia articoli primari che revisioni, vengono suddivisi in sezioni, le principali delle quali sono quelle di terapia, diagnosi, prognosi, eziologia. Successivamente, lo staff della McMaster fa una selezione degli articoli tenendo presente alcuni elementi di qualità. Ad esempio, un articolo sull’efficacia di un trattamento viene selezionato solo se ha degli outcome di tipo clinico e se al follow up ha seguito almeno l’80% dei pazienti, quindi, si potrebbe dire, se è un articolo che può avere senso per un clinico. Con questa selezione, quei 60.000 articoli diventano 3.400. Se dividi 60.000 per 3.400 ottieni 18: questo vuol dire che, pur su quelle 140 riviste già selezionate, si devono guardare 18 articoli per trovarne uno che abbia reale valore per il clinico. E’ il cosiddetto NNR (Number needed to read). A questo punto gli articoli sono inviati a dei clinici che attribuiscono loro un punteggio da 1 a 7 in base all’importanza clinica e al livello di novità. Di questi 3.400 articoli, 120 sono pubblicati sulla rivista Evidence Based Medicine , gli altri finiscono per “nutrire” Clinical Evidence, o il sistema automatico di alert chiamato BMJUpdates.
 
In pratica: va bene seguire direttamente le riviste che ti interessano, però, se hai poco tempo da dedicare all’attività di foraging, forse ti conviene guardare ogni due mesi il numero di Evidence Based Medicine (puoi registrarti gratuitamente nel sito e ricevere l’indice per posta elettronica), iscriverti al servizio di alert di BMJUpdates, scegliendo solo le specialità che ti interessano; tenere sott’occhio Clinical Evidence. Anche in questa ultima risorsa, nel sito inglese è possibile iscriversi per ricevere alert mensili sugli aggiornamenti continui nelle singole aree specialistiche di tuo interesse, seguendo il percorso Subscribe – Monthly e-mail alert – dando le indicazioni che vengono richieste. Alla fine dell’anno sarà come se tu avessi seguito le 140 riviste più importanti di medicina e avessi fatto un’attenta selezione della qualità degli articoli. Se durante l’anno è uscito qualcosa di veramente significativo per la tua pratica clinica, puoi stare certo che non l’avrai perso, almeno che il tuo interesse non sia veramente di nicchia.
 
E pensare che solo 10-15 anni fa, le biblioteche biomediche inviavano ogni mese a chi lo richiedeva un faldone con le fotocopie degli indici delle riviste alle quali la biblioteca era abbonata. Si sfogliava il faldone, e si segnavano su un modulo cartaceo gli articoli di cui si desiderava avere la fotocopia; se ricordo bene, si potevano avere con questo sistema solo 5 articoli al mese, per non ingolfare di richieste la biblioteca. Poi si inviava per fax il modulo, e dopo un certo lasso di tempo finalmente arrivava la busta con gli articoli. Sembrava un sistema ben congegnato, e siamo molto grati ai bibliotecari che avevano messo in piedi quel sistema, che ci ha consentito di fare il nostro foraging in era preinformatica, ma che oggi, dopo solo pochi anni, alla luce dei nuovi mezzi, appare incredibilmente desueto.
 
Per leggere la bibliografia citata nel Post clicca sul link:
 
1) Drew Keister, Julie Tilson. Proactive monitoring for newly emerging evidence: The lost step of EBP? Evidence-Based Medicine 2008; 13: 69
 
 
2) Santoro E. I podcast nell'aggiornamento professionale del medico (parte I) Ricerca & Pratica, 24, 2, 2008
 
 
(Questo articolo non è al momento raggiungibile on line, la sua versione cartacea è nella biblioteca dell’Ospedale Maggiore di Bologna)
 
3) Angela Eady, Paul Glasziou, Brian Haynes. Less is more: where do the abstracts in the EBM journal come from? Evidence-Based Medicine 2008; 13: 3