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Post 137 – Mooooooooooc…
di Danilo di Diodoro (pubblicato il 10/02/2014 alle 16:31:06, in Post, cliccato 1574 volte)

Lunedì 10 febbraio 2014

Si chiamano Mooc e e si leggono Muuc. Segnano una svolta forse definitiva nell’universo della formazione, compresa quella in area medica e sanitaria . Mooc sta per Massive Online Open Courses: sono corsi gratuiti on line di alto livello, supportati da piattaforme tecnologiche perfettamente funzionanti, erogati dalle più importanti università del mondo. E’ il paradiso di chi vuole imparare. Qualche esempio:

-un corso di neuroscienze della Duke University, tenuto da un bravissimo Leonard E. White, Associate Professor Community & Family Medicine, Neurobiology, Duke University School of Medicine e Duke Institute for Brain Sciences

-un corso di clinical neurology che parte proprio oggi

-un corso sui fondamenti dei trial clinici: che ormai è agli sgoccioli, ma è davvero molto professionale.

E poi ci sono corsi di immunologia, di innovazione nell’assistenza sanitaria, di imaging biomedico, di sviluppo dei farmaci, eccetera. Naturalmente qui parliamo di corsi di area medico-sanitaria, perché questa è l’area di cui si occupa il Blog Scire, ma in realtà i Mooc sono un universo sterminato, con corsi in quasi tutte le aree del sapere, scientifiche, umanistiche e artistiche.

Insomma ci sono corsi per tutti gli interessi e tutti i gusti. Per capire la filosofia che c’è dietro questo straordinario fenomeno, si può guardare questo TED di Anant Agarwal, intitolato Why massive open online courses (still) matter . I TED sono brevi discorsi innovativi che possono essere visti on line e che riguardano gli ambiti di Technology, Entertainment, Design. Anant Agarwal è il responsabile di Edx, una delle più importanti piattaforme che erogano Mooc, e vi farà capire la filosofia di questo nuovo modo di intendere e fare formazione. Un’altra importante piattaforma dove cercare Mooc è quella di Coursera ma ce ne sono altre, come si può vedere anche nella voce Mooc di Wikipedia in inglese.

Personalmente, dopo aver seguito alcuni di questi corsi, ad esempio quello di neuroscienze, trovo che l’aspetto più straordinario sia la totale flessibilità dei Mooc rispetto al concetto di formazione tradizionale. Sono gratuiti e di alto livello, possono essere utilizzati da studenti, professionisti e semplici cittadini che vogliono imparare; l’iscrizione è facile e immediata, non c’è burocrazia di nessun tipo; si basano sulla fiducia nei confronti degli utilizzatori anche quando alla fine c’è la possibilità di ottenere un certificato (anche se sul valore locale di questo certificato ovviamente ancora non vi è alcuna certezza); possono essere seguiti con una notevole elasticità per quanto riguarda i tempi di studio; si può uscire dal corso con un semplice click, così come si è entrati; si possono in molti casi scaricare file pdf con lezioni e diapositive, avere accesso a ulteriore materiale informativo open access. Non mi meraviglia che questo sistema, partito tre- quattro anni fa, ma ora esploso, sia utilizzato da centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo, dagli Stati Uniti ai paesi che hanno maggiori difficoltà di accesso alla formazione.

Un piccolo problema di accesso in realtà c’è: la lingua di base dei Mooc è l’inglese. L’ascolto è facilitato dal fatto che le piattaforme garantiscono anche lo scorrere di sottotitoli in inglese (alle volte ci sono contemporaneamente sottotitoli anche in altre lingue, come il cinese e il turco), ma un po’ di familiarità con la comprensione dell’inglese ci vuole. Comunque trovo che questa sia anche una grande opportunità per chi ha una conoscenza appena sufficiente dell’inglese: seguite uno o due corsi e vi renderete conto che la vostra comprensione migliorerà a vista d’occhio proprio mentre imparate. Seguire i Mooc è uno straordinario esercizio per l’apprendimento dell’inglese. D’altra parte quello dell’inglese non è un problema solo dei Mooc. Si sa che l’intera letteratura medico-scientifica che conta è in inglese, quindi in un certo senso non c’è niente di nuovo. Chi non lo avesse ancora fatto, si rimbocchi le maniche con l’inglese. Stanno per arrivare grandi meraviglie formative gratuite e di altissimo livello. Anzi sono già qui.

 A dire il vero c’è già anche qualcosa in italiano. Ad esempio in Coursera, il professor Carlo Cosmelli del Dipartimento di Fisica dell’Università La Sapienza di Roma, inizierà tra poco un corso in italiano intitolato La visione del mondo della Relatività e della Meccanica Quantistica. Non fa parte della mia area specifica di interesse professionale, ma credo che seguirò almeno alcune lezioni, visto che nel paradiso dell'apprendimento si può scegliere liberamente.