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Post 123 – Alltrials, oh yes...
di Danilo di Diodoro (pubblicato il 23/04/2013 alle 10:18:48, in Post, cliccato 1384 volte)

Martedì 23 aprile 2013

Partecipate alla campagna Alltrials, sostenuta in Italia anche dall’associazione intitolata Associazione Alessandro Liberati – Network Italiano Cochrane (ALi–NIC) . Firmate anche voi se volete contribuire a garantire che tutti i trial clinici siano registrati prima ancora che inizino e che e tutti i loro risultati siano pubblicati o comunque resi pubblicamente disponibili a tutta la comunità scientifica e magari anche ai cittadini. Infatti i cittadini (quindi tutti noi, che siamo cittadini prima ancora che operatori sanitari) sono coloro che poi dovranno usufruire dei risultati della ricerca. L’iniziativa, il cui titolo completo è All Trials Registered, All Results Reported è stata lanciata da varie istituzioni come Sense About Science, Bad Science, BMJ, James Lind Initiative, The Centre for Evidence-based Medicine oltre che da vari gruppi di pazienti e ricercatori. La versione italiana dell’iniziativa Alltrials è a cura del Gimbe.

L’importanza di questa iniziativa, per la quale il Blog Scire ha già firmato, nasce dal fatto che ormai si sa da tempo che molti trial vengono realizzati ma non sono mai pubblicati e questo cosiddetto underreporting fa danni enormi, che sono stati valutati da Iain Chalmers ancora maggiori dei danni che fa il fenomeno della falsificazione della ricerca. Infatti, mentre la falsificazione è un evento tutto sommato sporadico, la mancata pubblicazione dei risultati dei trial è molto frequente. Dietro l’underreporting ci può essere il conflitto di interesse dello sponsor della ricerca, che magari non vuole pubblicare dati che potrebbero rovinare la piazza all’ultimo farmaco che si sta per lanciare sul mercato, ma può esserci anche lo scarso interesse da parte delle riviste mediche a pubblicare studi che hanno avuto risultati negativi. Mentre invece anche uno studio con un risultato negativo (“il farmaco x non è efficace per la patologia y”) sarebbe decisamente importante.

La mancanza di questi risultati negativi, infatti, porta a sovrastimare, ad esempio in corso di una revisione sistematica, l’efficacia di un trattamento, e può anche indurre una sottostima degli effetti indesiderati. E’ questa una delle vie attraverso le quali sopravvivono per anni nella pratica clinica interventi di efficacia dubbia o nulla. E’ facile immaginare che danno ne possa derivare per i pazienti (quindi per tutti noi) , e l’effetto che l’underreporting può avere su quelli che sarebbero sprechi evitabili nell’assistenza sanitaria. Senza contare che la mancata pubblicazione dei risultati dei trial è scorretta nei confronti dei pazienti che hanno accettato di entrare come soggetti in quel trial. Infatti i pazienti si sono assunti i rischi della sperimentazione, ad esempio di un nuovo trattamento per il quale il rapporto rischi/benefici non è ancora conosciuto, principalmente per dare un contributo allo sviluppo delle conoscenze. Ma senza pubblicazione non vi è alcun avanzamento delle conoscenze, anzi, ne deriva una manipolazione delle nuove acquisizioni.

L’obbligo di pubblicare i trial in appositi registri è considerato a livello internazionale un ottimo sistema per evitare che gli studi spariscano, non arrivino mai alla pubblicazione, restino nei cassetti di chi ha interesse a che ciò accada. L’ Associazione Alessandro Liberati – Network Italiano Cochrane (ALi–NIC), intitolata ad Alessandro Liberati, punto di riferimento dell’Evidence Based Medicine italiana, da poco scomparso, è presieduta da Luca de Fiore, vice-presidente Paola Mosconi. Questa nuova associazione, che non ha fini di lucro e persegue finalità di solidarietà sociale, promuove, in Italia e nei paesi europei, le attività della Cochrane Collaboration, con particolare riferimento alla cultura della medicina basata sulle prove di efficacia. L’associazione sostiene attività di ricerca, formazione e aggiornamento sulle metodologie per la valutazione della efficacia e qualità degli interventi sanitari, tenendo sempre in primo piano il coinvolgimento attivo dei cittadini e delle loro associazioni. L’Associazione Alessandro Liberati – Network Italiano Cochrane (ALi–NIC), sperimenta inoltre iniziative di disseminazione dei risultati della ricerca scientifica sull’efficacia degli interventi sanitari e socio-sanitari.