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Scire – Post 98: Se traballa l’incentivo
di Danilo di Diodoro (pubblicato il 29/09/2011 alle 14:45:33, in Post, cliccato 1402 volte)

Giovedì 29 settembre 2011

Non ci sono prove che sia utile dare incentivi economici ai medici di medicina generale al fine di migliorare la qualità dei loro interventi. Devo ancora capire se, pur nella sua provvisorietà, questa debba essere considerata una cattiva notizia o una buona notizia. Potrebbe essere una cattiva notizia dal momento che, se sarà confermata da ulteriori ricerche, renderà spuntata una delle armi utilizzate in questi anni per cercare di governare in senso virtuoso l’operato dei medici di medicina generale; potrebbe essere una buona notizia perché, sempre se confermata, potrebbe togliere vigore a uno strumento alquanto dubbio dal punto di vista etico.

La mancata conferma dell’efficacia degli incentivi economici nel migliorare la qualità degli interventi del medico di medicina generale viene da una revisione Cochrane condotta da alcuni ricercatori australiani guidati da Scott Sivey dell’Istituto di economia applicata e ricerche sociali dell’Università di Melbourne in Australia. Un articolo in italiano sulla metodologia e sui risultati di questa revisione è stato pubblicato anche sul sito di Partecipasalute.

La revisione è giunta alle sue conclusioni dopo aver preso in esame sette ricerche realizzate in aree come la partecipazione allo screening della cervice uterina, a quello per il tumore della mammella e a quello per la rilevazione della clamidia, oppure in quella del trattamento di patologie quali l’asma. Pur con le solite limitazioni di qualità degli studi, limitazioni spesso lamentate dai revisori Cochrane, per quanto può essere emerso finora, sembra proprio che non ci siano prove che gli incentivi raggiungano l’effetto voluto. Saranno necessarie ulteriori ricerche adeguatamente disegnate da punto di vista metodologico, soprattutto per quanto riguarda la selezione dei medici, il tipo di programma economico incentivante e l’identificazione di possibili fattori confondenti che potrebbero offuscare i risultati ottenuti. In attesa che vengano realizzati questi ulteriori studi, una conclusione degli autori della revisione è che “l’implementazione di schemi di incentivi finanziari dovrebbe essere attuata con cautela”.

Quindi adesso chi gestisce l’erogazione di questi incentivi ha un grattacapo in più. Continuare a erogarli anche in presenza di una revisione sistematica Cochrane dalla quale non emergono chiare prove a favore? Aspettare i risultati di nuovi studi e intanto sospendere gli incentivi? Scelta non facile, ma d’altra parte l’argomento è controverso da sempre. Molti si chiedono se sia etico dare un contributo economico a un medico perché faccia quello che dovrebbe naturalmente fare. Me lo chiedo anch’io soprattutto se si tratta di incentivi che non sono legati al preciso raggiungimento di obiettivi specifici. E poi cosa succede nel momento in cui, ad esempio, non dovessero esserci più i fondi disponibili per quell’incentivo? Torniamo indietro e non facciamo più quello che dovremmo fare?