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Scire – Post 97: Una bella spalmatina di testosterone
di Danilo di Diodoro (pubblicato il 01/09/2011 alle 11:30:51, in Post, cliccato 2452 volte)

Lunedì 5 settembre 2011

Eccolo di nuovo, il disease mongering, la vendita di malattie. Lo credevo ormai un trucco talmente svelato e conosciuto che pensavo fosse sparito dalla circolazione, come il gioco delle tre carte. Invece è vivo e vegeto, e per di più nel civilissimo Canada. Come già successo in passato, la malattia in vendita da parte di una casa farmaceutica è il basso livello di testosterone che pare colpisca un milione e settecentomila canadesi ultraquarantacinquenni. Ma guarda, poveri canadesi. I dirigenti della casa farmaceutica in questione forse sono giovani e magari non sanno che con l’età la diminuzione del livello di testosterone è cosa normale. Oppure è più probabile che lo sappiano, ma questo non ha loro impedito di pubblicare quest’estate sul Globe and Mail, un giornale nazionale canadese, una pubblicità che invita gli uomini a informarsi sulla riduzione del tasso di testosterone, perché potrebbero soffrirne, specie se da qualche tempo sono sessualmente un po’ scarsi e se si sentono spesso fiacchi. Tutta la questione è segnalata in una articolo sul BMJ scritto da Vancouver da Barbara Kermode-Scott.

Un gruppo di medici canadesi ha subito impugnato carta e penna e ha scritto una protesta al Pharmaceutical Advertising Advisory Board and Health, che dovrebbe vigilare sulla pubblicità farmaceutica, per segnalare l’abuso. Il messaggio contenuto nella pubblicità è scientificamente scorretto e configura una forma di disease mongering finalizzato alla pubblicità indiretta di un farmaco verso i cittadini, sostengono i medici canadesi, guidati da Barbara Mintzes del Department of Anaesthesiology pharmacology and therapeutics dell’ University of British Columbia di Vancouver. Infatti il messaggio pubblicitario, dopo aver messo la pulce nell’orecchio, invita a visitare un sito che chiarisce che cos’è il basso livello di testosterone e quali sono i suoi sintomi, e c’è perfino il quiz che si può fare, come nei rotocalchi estivi, per vedere quanto si è scarsi. Poi il sito suggerisce anche la soluzione, che è, ovviamente, il trattamento sostitutivo con testosterone. Trattamento che in realtà sarebbe approvato solo per il vero e proprio ipogonadismo maschile. Il farmaco, naturalmente, è prodotto sotto forma di gel dalla stessa casa farmaceutica che promuove la campagna. E così il ciclo si chiude.

La scorrettezza scientifica dell’informazione è multipla, anche se c’è l’invito a parlare dei propri problemi con il medico (ma tanto di sicuro anche il medico riceve la sua fetta di informazione scorretta). A parte il fatto che tende a far credere che il normale calo del tasso di testosterone sia una malattia, e che estende arbitrariamente l’indicazione approvata del farmaco, il sito dà una generica informazione sui possibili rischi connessi all’impiego del testosterone, ma non riporta, ad esempio, i risultati di uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine. Da questo studio emerge che il trial che confrontava il gel al testosterone con il placebo è stato interrotto precocemente per un palese aumento dei casi di eventi cardiovascolari tra i pazienti trattati con testosterone.

Comunque, ciò che risulta più sorprendente di tutto è che il Board dell’ente regolatorio canadese alla fine non sia riuscito a vedere il caso di disease mongering. Si è limitato a rispondere che dal suo punto di vista “questa particolare campagna non è materiale promozionale sotto mentite spoglie”. Se si tratti solo di una cecità scientifica, o di un rigido atteggiamento burocratico, o se ci siano dietro pressioni di qualche tipo, al momento sembra non essere chiaro, e neanche Barbara Kermode-Scott fa ipotesi in tal senso. Il gruppo di medici canadesi che ha denunciato il caso come disease mongering, promozione off-label di un prodotto approvato in realtà solo per il vero ipogonadismo, minaccia alla salute pubblica e spreco di risorse sanitarie, comunque non ci sta. Sono già allo studio nuove azioni contro la campagna pubblicitaria.

Il gel al testosterone è in vendita anche in Italia. Ce ne sono diverse formulazioni per diverse specialità farmaceutiche. Il gel viene applicato sulla pelle (non dei genitali) e poi ha una diffusione sistemica. Sarà bene tenere gli occhi aperti sulle pubblicità che appaiono sui giornali. Non credo che gli uomini ultraquarantacinquenni italiani siano tanto meglio di quelli canadesi.