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Scire – Post 16: Riahiahiahiahiahi... AIFA...
di Danilo di Diodoro (pubblicato il 24/10/2008 alle 12:00:00, in Post, cliccato 2327 volte)
Venerdì 24 ottobre 2008
 
Stop a ECCE, l’unico progetto nazionale italiano di formazione a distanza in Medicina basato sull’EBM e accreditato ECM (Educazione Continua in Medicina). Questo nonostante i suoi circa 150.000 iscritti, che sono medici, infermieri e farmacisti. Con un comunicato stampa dal tono alquanto burocratico, l’AIFA, detentrice del progetto, “rende nota la necessità di sospendere l’erogazione delle attività di Formazione a Distanza al fine di adeguarsi a specifici provvedimenti giurisdizionali”.
 
Il progetto ECCE, i cui risultati sono stati anche oggetto di un articolo pubblicato sulla rivista PLoS Medicine (1) che ne indica chiaramente la penetrazione in tutte le Regioni italiane, è basato, anzi ormai bisognerà dire, era basato, su percorsi di apprendimento on line costruiti su specifici capitoli della versione italiana di Clinical Evidence . Per utilizzare ECCE, si legge prima lo specifico capitolo di Clinical Evidence, poi si affronta il percorso on line rispondendo alle domande a scelta multipla. Se si completa il percorso senza errori, alla fine si ricevono i crediti ECM. Semplice, efficace, gratuito per l’utilizzatore finale, e soprattutto Evidence Based, garantito al cento per cento.
 
Perché chiudere un’esperienza come questa, di grandi potenzialità, destinata a più categorie professionali, e dotata ormai di oltre 200 percorsi on line per medici, oltre 100 per infermieri e una cinquantina per farmacisti? I dati di ECCE parlano molto chiaro da soli: sono iscritti 39.000 medici, 105.000 infermieri, 1500 farmacisti. I percorsi on line realizzati finora sono stati oltre un milione per i medici, oltre tre milioni e mezzo per gli infermieri, circa cinquemila per i farmacisti, con altrettanti crediti ECM erogati. L’Emilia-Romagna dovrà dolersi particolarmente della chiusura di ECCE, visto che circa l’otto per cento degli iscritti risiede nella nostra Regione (3.200 medici, 10.300 infermieri, 130 farmacisti); ma ancor di più dovranno preoccuparsene Lombardia, Piemonte e Lazio, le Regioni con gli iscritti più numerosi in assoluto. Qui da noi, nell’Azienda Usl di Bologna, avevamo 296 medici iscritti (come numero assoluto di iscritti, la prima AUSL in Italia), 1.160 infermieri, (come numero assoluto di iscritti, la seconda AUSL in Italia, dopo Trento), 13 farmacisti (come numero assoluto di iscritti, la sesta AUSL in Italia).
 
L’AIFA sostiene, nel suo comunicato che “il sistema Ecm … è in piena evoluzione”, il che, di per sé, non sembra voler dire molto, dato che il sistema ECM italiano è da sempre talmente in piena evoluzione che si fa veramente fatica a farsene un’idea precisa. Certamente, tutti ce lo auguriamo, l’AIFA intenderà mettere a punto nuovi e migliori sistemi di formazione a distanza. Tuttavia colpisce e preoccupa la decisione di chiudere un’esperienza come quella di ECCE, che ha attirato l’attenzione internazionale e che ha ampiamente dimostrato di funzionare e di riscuotere il gradimento degli operatori sanitari italiani, e di farlo ancor prima di avere a disposizione alternative migliori. E per quanto ci si sforzi, non si può fare a meno di leggere anche questo avvenimento come un altro passo verso il sistematico smontaggio di quanto all’AIFA era stato fatto da Nello Martini, il direttore rimosso l’estate scorsa (rimozione di cui abbiamo già parlato nel post numero 13 di questo Blog), che era stato, appunto, uno dei principali sostenitori del progetto ECCE. Non è che adesso metteranno mano anche alla versione italiana di Clinical Evidence, anch’essa voluta da Martini? Spero proprio che nessuno potrà mai arrivare a tanto.
 
I tempi tecnici per la chiusura di ECCE non sono noti. Forse, speriamo, c’è ancora tempo per un ripensamento. Nella sanità italiana, al fine di contribuire uniformemente al miglioramento del livello di pratica clinica, adeguandola alle esigenze dell’EBM, c’è un enorme bisogno di formazione indipendente ed Evidence Based, a basso costo, che non abbia bisogno di chissà quali piattaforme o diavolerie tecnologiche, erogabile allo stesso modo in tutte le Regioni, che possa essere seguita senza doversi necessariamente spostare dal proprio posto di lavoro o da casa, che sia compatibile con i piccoli ritagli di tempo che molti operatori sanitari hanno a disposizione. Al di là dei richiami agli accordi, alle leggi e ai decreti, riportati nel comunicato stampa, sarebbe interessante se l’AIFA volesse spiegare verso dove stia evolvendo la formazione ECM on line, e quali altri progetti potranno garantire queste caratteristiche alle quali il progetto ECCE rispondeva perfettamente.
 
Intanto, però, fateci sapere che ne pensate, inviando dei commenti a questo post. E’ giusto che l’AIFA possa decidere di chiudere un’esperienza come quella di ECCE, che ha ampiamente dimostrato di funzionare bene e di essere largamente utilizzata dagli operatori della sanità italiana? Vogliamo provare a chiedere all’AIFA, quantomeno, di rinviare la decisione fino a quando non sarà in grado di dire verso dove sta evolvendo la formazione on line, e quali saranno i nuovi progetti che dovrebbero prendere il posto di ECCE?

Potenziale conflitto d’interesse: Assieme ad alcuni altri docenti del corso di EBM dell’Ausl di Bologna, sono coautore del glossario statistico-epidemiologico dell’edizione italiana di Clinical Evidence, su cui è basato il sistema di formazione on line ECCE. Per questa attività non ho ricevuto e non ricevo alcun compenso economico.

Per leggere la bibliografia citata nel Post clicca sui link:

1) Moja L, Moschetti I, Liberati A, Manfrini R, Deligant C, et al. (2007) Using Clinical Evidence ina national continuing medical education program in Italy. PLoS Med 4(5): e113. oi:10.1371/journal.pmed.0040113