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Scire – Post 4: Metanalisi: chi ci capisce qualcosa?
di Danilo di Diodoro (pubblicato il 04/06/2008 alle 08:38:50, in Post, cliccato 4633 volte)

Mercoledì 4 giugno 2008

Funzionerà questo farmaco? Quanto funzionerà? Avrà effetti collaterali? Esporrà il mio paziente a dei rischi, magari maggiori dei possibili benefici? Domande che ci facciamo tutti i giorni. Cosa c’è di meglio, per rispondere a queste domande, che andare a cercare una bella revisione sistematica con metanalisi?

Detto tra noi, se prima di proseguire la lettura ti servissero legittimi chiarimenti su cosa sono revisioni sistematiche e metanalisi e perché non sono la stessa cosa, forse ti basterà sapere che con il termine “revisione sistematica” si intende un processo di raccolta, selezione, valutazione qualitativa e quantitativa delle ricerche effettuate su un certo argomento; è un processo pianificato secondo un percorso metodologico esplicito, al fine di minimizzare le possibili errate conclusioni, dovute alla perdita di importanti ricerche. Con il termine “metanalisi” ci si riferisce, invece, alla combinazione statistica - sintesi quantitativa - dei dati provenienti da ricerche tra loro indipendenti, al fine di produrre una stima complessiva dell’effetto di un intervento. Quindi, una revisione sistematica può includere o meno una metanalisi. Se hai un po’ di tempo e vuoi approfondire l’argomento (e se non ti spaventi per qualche divisione e qualche tabella con i numeri), puoi andare a leggere questo articolo in italiano, molto chiaro, scritto da Roberto D’amico, Lorenzo Moja e Alessandro Liberati (visibile solo da computer interni all’Ausl di Bologna). Chiarito ciò di cui stiamo parlando, ammettiamo che tu abbia trovato una revisione sistematica con metanalisi sull’argomento che ti interessa, puoi poi davvero applicarne le conclusioni alla tua pratica clinica? La risposta è sì, ma con giudizio, e d’altra parte l’Evidence Based Medicine (EBM) è un costante esercizio critico. Con giudizio, perché le metanalisi hanno metodologie statistiche complesse che alle volte mettono un po’ insieme mele e pere, e poi possono anche essere basate su RCT (trial randomizzati e controllati) che non sempre rispecchiano il mondo reale dei pazienti che incontri in ambulatorio. La questione è stata sollevata da Dan Jones su Nature Reviews Drug Discovery (1), prendendo a spunto due metanalisi che nei mesi passati hanno sollevato un bel polverone, quella sull’efficacia degli antidepressivi (2) e quella sui rischi cardiovascolari connessi all’utilizzo dell’antidiabetico rosiglitazone (3). Ad esempio, quest’ultima metanalisi è stata effettuata su RCT che in realtà erano stati costruiti per valutare l’efficacia del rosiglitazone e non gli eventuali effetti collaterali; l’altra metanalisi, quella sugli antidepressivi, è stata effettuata su RCT che erano stati realizzati per la registrazione dei farmaci e quindi avevano coinvolto pazienti molto selezionati, ben diversi da quelli della corrente pratica clinica.
 
E allora? In pratica: se hai un dubbio clinico, è sempre una buona strategia quella di andare a cercare la risposta innanzitutto in revisioni sistematiche e metanalisi sull’argomento che ti interessa. Però, bisognerebbe anche essere anche in grado di andare poi a vedere come è stata fatta la revisione sistematica e soprattutto con quali criteri è stata fatta la metanalisi. Qui la cosa si fa alquanto più complicata. Ci vogliono esercizio critico e qualche nozione di epidemiologia e statistica medica, non si scappa. Anche per revisioni sistematiche e metanalisi, vale quello già detto nel Post numero 2 a proposito degli RCT: chi fosse interessato a sviluppare tali capacità critiche può farlo studiando per conto proprio, ma forse più facilmente seguendo dei corsi di EBM. A questo proposito, segnalo che è stata da poco pubblicata la versione italiana del libro Evidence-Based Medicine di Straus, Scott Richardson, Glasziou e Haynes (Il Pensiero Scientifico Editore, Roma, 2007, 42 Euro), dove l’argomento delle revisioni sistematiche e delle metanalisi, e in generale tutta la materia dell’EBM, sono trattati in maniera molto chiara e precisa, sempre con l’occhio fisso sulla pratica clinica. Il libro, da quest’anno, fa parte del materiale che viene consegnato gratuitamente agli iscritti al corso aziendale di EBM
 
Per leggere la bibliografia citata nel Post clicca sul link:
 
1) Dan Jones. Of medicine and meta-analysis. Nature Reviews Drug Discovery 7, 376-377 (May 2008)