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Scire – Post 51: Luci e ombre dei vaccini per l’A(H1N1)v
di Danilo di Diodoro (pubblicato il 13/10/2009 alle 07:56:42, in Post)

Martedì 13 ottobre 2009

Arrivano i vaccini per l’influenza A(H1N1)v, che hanno alle spalle dati essenziali, necessari a stabilire la loro capacità di indurre la produzione di anticorpi e anche la loro sicurezza. Una circolare del 5 ottobre del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali fa un quadro generale del piano predisposto per affrontare la pandemia, e indica chiaramente quali sono le categorie alle quali il vaccino sarà offerto (la vaccinazione non è obbligatoria, ma volontaria).

Per quanto riguarda la capacità del vaccino di indurre una risposta immunitaria, ci sono i dati preliminari riportati in un recente articolo del New England Journal of Medicine. Inoltre, uno studio predittivo basato su un modello matematico, appena pubblicato sugli Annals of Internal Medicine indica che sarà sufficiente vaccinare il 40 per cento della popolazione durante i primi mesi per ridurre sensibilmente la durata della pandemia e il numero di decessi a essa correlata. L’editoriale di accompagnamento segnala alcuni limiti di questo tipo di studi predittivi di tipo matematico, come il fatto che esso prevede che tutti i soggetti appartenenti a una popolazione diffondano l’influenza allo stesso modo, quando si sa da studi e da esperienze precedenti che così non è. Ad esempio, i ragazzi in età scolare rappresentano un veicolo particolarmente attivo. Il picco di infezioni in questa categoria prelude al successivo picco tra gli adulti, tanto che è stato dimostrato che vaccinando precocemente i ragazzi in età scolare, si ottiene una riduzione della mortalità in tutta la popolazione.

Il tasso di mortalità atteso per questa pandemia 2009 è ancora molto dibattuto (vedi anche la discussione aperta sul sito di Partecipasalute). L’European Centre for Disease Prevention and Control nel suo aggiornamento del 30 settembre ricorda quanto sia difficile avere un’idea chiara di questo tasso, dal momento che molti sono i casi non riportati perché di lieve entità o addirittura asintomatici. Il tasso potrebbe variare tra lo 0,1 e il 5,1 per cento, ma nel Regno Unito, il primo paese europeo colpito, secondo i dati al 15 luglio, sarebbe risultato dello 0,3 per cento (28 morti su 10.649 casi registrati). Nel Regno Unito durante l’estate è stato attivo un sistema di monitoraggio molto attento, ma nonostante questo è possibile che molti casi di lieve entità siano sfuggiti, per cui il vero tasso di mortalità potrebbe attestarsi sullo 0,1 per cento. Ecco come l’ L’European Centre for Disease Prevention and Control rappresenta graficamente i rischi comparati tra l’influenza stagionale, precedenti pandemie e l’influenza stagionale:

Rischi comparati tra le influenze


Chiariti questi punti essenziali, va detto che sarà molto importante la funzione di farmacovigilanza sull’impiego dei vaccini contro l’influenza A(H1N1)v, come raccomanda l’AIFA in un suo recente aggiornamento. Alla farmacovigilanza tutti gli operatori sanitari sono chiamati a partecipare con il massimo impegno, anche se un’attività strutturata di farmacovigilanza è peraltro già stata predisposta a livello internazionale. Secondo quanto riportato nel documento dell’EMEA (European Medicines Agency) intitolato Explanatory note on scientific considerations regarding the licensing of pandemic A (H1N1)v vaccines, pubblicato il 24 settembre scorso, ognuno dei tre diversi vaccini approvati dall’EMEA (uno dei tre deve ancora essere approvato, al momento in cui scrivo, dalla Commissione Europea) sarà sottoposto durante la campagna di vaccinazione a studi di sorveglianza post-marketing che coinvolgeranno 9000 persone appartenenti a vari gruppi di età. Tale sorveglianza sarà necessaria sia per rilevare eventuali eventi avversi non osservati nella fase di studio pre-marketing, sia per tenere sott’occhio l’efficacia dei vaccini, per la possibilità che il virus si modifichi strada facendo.

Per quanto riguarda la sicurezza di questi vaccini, una nota del 24 settembre dell’Organizzazione Mondiale della Sanità riporta che “i risultati dei trial finora completati suggeriscono che i vaccini per l’influenza pandemica sono altrettanto sicuri quanto quelli per l’influenza stagionale”. Anche gli effetti collaterali che ci si aspetta di rilevare sono simili, come dolore nella sede dell’iniezione, febbre, cefalea, dolori ai muscoli e alle articolazioni. Effetti collaterali meno frequenti potranno ovviamente emergere in fase di sorveglianza post-marketing, e quindi la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha predisposto protocolli standardizzati per la raccolta di questi dati.

E’ bene sapere che esistono anche punti di vista, decisamente autorevoli, come quello di Tom Jefferson (tra i fondatori della sezione vaccini della Cochrane Collaboration, e autore del libro Attenti alle bufale e del relativo sito), che sono critici verso molte delle informazioni che stanno circolando su questa pandemia. Una recente intervista sull’argomento a Tom Jefferson, in lingua italiana, può essere letta sul sito dell’Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Torino.

Secondo un editoriale della rivista Nature, pubblicato il 7 ottobre, molte persone sarebbero comunque incerte se farsi vaccinare o no, visto che l’influenza A(H1N1)v viene percepita dal pubblico come una malattia di scarsa gravità, mentre si è diffusa la sensazione che le valutazioni sulla sicurezza del vaccino siano state affrettate. L’editoriale cita un’indagine appena effettuata dall’ Harvard School of Public Health di Boston, secondo la quale solo quattro americani adulti su dieci avrebbero deciso di farsi vaccinare, e solo la metà di essi è pronta a far vaccinare i propri figli. Un atteggiamento che ha le sue radici in una sorta di sfiducia viscerale verso l’autorità in generale, le agenzie regolatorie, i ricercatori e l’industria farmaceutica internazionale. La stessa indagine, comunque, ha rilevato anche che il 60 per cento di coloro che non si farebbero vaccinare sono pronti a cambiare idea se attorno a loro vedranno gente che si ammala gravemente o che muore. L’editoriale di Nature sottolinea il fatto che le istituzioni dovrebbero impegnarsi a recuperare terreno nell’ambito della credibilità, fornendo costantemente e in maniera chiara tutte le informazioni che possano servire alle persone per farsi un’idea propria, senza mai cedere alla tentazione di occultare l’eventuale presenza di zone oscure. E infine, l’editoriale ricorda che la vaccinazione non serve solo a proteggere se stessi, ma l’intera comunità alla quale si appartiene, rappresentando quindi anche un gesto altruistico.

Personalmente, se, in quanto operatore sanitario, mi sarà offerta in tempo utile la possibilità di farlo, e se nel frattempo non emergeranno dati sulla sicurezza al momento non disponibili, mi vaccinerò. Dopo aver letto vari  articoli scientifici sull'argomento, sono giunto alla convinzione che sì, la pandemia 2009 sarà verosimilmente una malattia di lieve entità, ma non si può escludere che la patogenicità del virus A(H1N1)v si modifichi in senso peggiorativo nei prossimi mesi. E' vero che potrebbe modificarsi anche il suo profilo antigenico, rendendo così la vaccinazione inutile, ma questo problema al momento non è affrontabile. Per quanto riguarda gli eventi avversi, i più frequenti, gli unici che le sperimentazioni fin qui realizzate hanno consentito di rilevare, sono di lieve entità. Per quanto riguarda gli effetti collaterali più gravi, come la sindrome di Guillain-Barré, almeno due diversi studi, riportati in un recente articolo apparso sul BMJ, sembrano indicare che il rischio di sviluppare la sindrome risulta  comunque più elevato contraendo l'influenza che vaccinandosi.

Dichiarazione di potenziale conflitto d'interesse: Sono un operatore sanitario del Servizio Sanitario Nazionale. Il SSN sostiene e promuove la prossima campagna di vaccinazione contro il virus A(H1N1)v. 

- Ringrazio la dottoressa Elisabetta Pasi del Dipartimento farmaceutico dell'Azienda Usl di Bologna, per le sue puntuali segnalazioni di referenze scientifiche.

 
 
 
# 1
Per un aggiornamento sulle caratteristiche dei pazienti che sembrano essere maggiormente suscettibili di complicazioni gravi in seguito all'influenza A(H1N1)v, si possono vedere i due studi appena pubblicati da Jama, uno canadese, uno messicano.
di  Danilo di Diodoro, tutor Blog Scire  (inviato il 13/10/2009 alle 11:38:25)
# 2
Sono perplessa e indecisa sulla possibilità di vaccinare la mia piccola con sindrome di Crisponi... ho paura di tutte quelle complicazioni imprevedibili legate alla sua poco nota e complicata patologia... e alle complicazioni legate a un vaccino che tutto sommato è anche lui poco conosciuto.
La domanda nasce spontanea... quanto questa pandemia e il panico che sembra volersi suscitare attraverso i media è frutto di bussiness farmaceutico?
È vero che l'influenza comune nel mondo fa milioni di vittime e non ha questo risalto mediatico?
E poi... perché, se è così pericolosa, non c'è un atteggiamento nei responsabili della salute pubblica più deciso e determinato?
di  Emanuela Serra  (inviato il 05/11/2009 alle 11:11:50)
# 3
Cara Emanuela, sono pervaso dalle sue stesse perplessità! Proprio perché si cerca di inculcare il fatto che questo A(H1N1)v sia dichiaratamente il meno pericoloso di tutti gli altri virus influenzali che si sono succeduti dalla "Spagnola" ad oggi. Ed allora mi chiedo perché, pur non essendo ancora stato dichiarato lo stato di emergenza come in USA, si cerca già di programmare posti letto liberi a disposizione negli ospedali per i mesi di N-D-G-F... a scapito di letti che sarebbero stati occupati per operazioni già programmate? E solo quelle urgentissime verranno effettuate! Provvedimenti del genere non furono mai minimamente pensati per i ben più pericolosi virus succedutisi nei decenni passati! Ci sono troppe coincidenze che portano a pensare all'avvento di una seconda tipologia di Virus letale tipo Spagnola soprattutto per le creature più deboli ed indifese. Ecco perché si tende a confusionare per non far capire. La dice lunga il fatto della ridicola storiella che gli umani fino al compimento del 65° non siano immuni e quelli il giorno dopo aver compiuto il 65° diventano immuni! Veramente ridicolo, no? (segue oltre le 1000 battute)
di  Carlo Schifato  (inviato il 05/11/2009 alle 14:42:21)
# 4
(seguito) Oppure si cerca occultamente di far sì che gli ultra65enni vecchietti vengano esclusi dall'assumere il vaccino? Pensi a che nutrita sfoltita (siamo un popolo di vecchi) soprattutto per gli anziani a rischio, a vantaggio dei costi INPS e/o servizio sanitario nazionale!
di  Carlo Schifato  (inviato il 05/11/2009 alle 14:49:26)
 
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