Blog Scire
Letteratura medica per la pratica clinica
Danilo di Diodoro – Informazione scientifica applicata – Azienda Usl di Bologna
 
Home Page : Articolo
Scire – Post 46: Ascoltare, scrivere, curare
di Danilo di Diodoro (pubblicato il 31/08/2009 alle 10:44:24, in Post)
Lunedì 31 agosto 2009

I medici e gli operatori sanitari, senza rendersene neanche esattamente conto, ascoltano, o dovrebbero ascoltare, le storie raccontate dai loro pazienti , che parlano di salute e malattia, di speranze e disillusioni, di gioie e di timori. E gli stessi medici e operatori sanitari, a loro volta, raccontano delle storie quando riportano un caso clinico, scrivono una cartella, o anche semplicemente riferiscono a un collega la vicenda umana e di un paziente che gli è capitato di vedere. Queste competenze narrative, da sempre appartenenti all’esercizio della pratica clinica, sono state alquanto trascurate negli ultimi tempi per l’avanzamento di una Medicina basata sul singolo dato clinico, sull’esame di laboratorio, sull’indagine strumentale. Così può capitare che passi molto in secondo piano l’intera vicenda umana del paziente. E’ per questo che, forse come reazione, nel corso degli ultimi dieci anni si è sviluppato il movimento della cosiddetta Medicina Narrativa. Ne parlano Megan Alcauskas e Rita Charon in un articolo intitolato Right Brain: Reading, Writing and Reflecting, pubblicato di recente sulla rivista Neurology.  Rita Charon, una delle fondatrici del movimento, ne ha scritto anche, tra l’altro, sul Canadian Family Physician, in un articolo intitolato What to do with stories.

La Medicina Narrativa non è una specialità vera e propria, ma, come dicono Megan Alcauskas e Rita Charon, “una cornice per la pratica clinica basata sullo sviluppo e l’utilizzazione di un set di abilità”. In pratica è un modo di avvicinarsi all’incontro clinico, che si focalizza su una adeguata valutazione dell’esperienza del paziente e sulla relazione medico-paziente, al fine di sviluppare fiducia ed empatia e di condividere le scelte diagnostico-terapeutiche. La Medicina Narrativa, quindi, sostiene un tipo di rapporto medico-paziente pieno ed emozionale, del quale la pratica clinica contemporanea sembra avere proprio bisogno, visto che è sotto gli occhi di tutti come rischi ogni giorno ulteriori pericolose derive verso la spersonalizzazione. Con grande scontento dei pazienti. E per sostenere questo rapporto pieno ed emozionale, la Medicina Narrativa utilizza in primo luogo lo strumento della narrazione. Rita Charon dice, ad esempio, di aver modificato la sua routine ambulatoriale con i nuovi pazienti, ai quali chiede sempre all’inizio del primo incontro di raccontare la propria situazione, nella convinzione che questo sia il modo migliore per conoscere non solo il paziente e il suo stato di salute, ma anche la sua vita.

Alla Columbia University di New York è stato messo a punto uno specifico programma formativo nel quale agli operatori sanitari viene insegnato sia a leggere testi letterari correlati alla salute e alla malattia, sia a scrivere in maniera riflessiva sull’esperienza del paziente, ma anche sulla propria. L’importante, in questo caso, è imparare però a scrivere riportando anche le proprie reazioni emotive e il proprio vissuto, evitando se possibile il linguaggio tecnico. Per chi fosse incuriosito, c’è ora l’opportunità di partecipare a uno di questi corsi, che per la prima volta sarà tenuto in Italia. Il corso, che vede tra i docenti internazionali anche alcuni dei fondatori della Medicina Narrativa, si terrà a Venezia dal 20 al 22 settembre, nell’ambito del XIII Congress of the European Society for Dermatology and Psychiatry ed è stato organizzato da Dennis Linder.

Con tutte le difficoltà connesse ai vincoli organizzativi e ai tempi stretti, ritengo tuttavia che la pratica clinica dei nostri giorni potrebbe giovarsi non poco quantomeno del momento di riflessione suggerito dalla Medicina Narrativa. Come psichiatra, sono naturalmente molto sensibile allo scambio verbale ed emotivo tra medico e paziente, scambio che nella pratica clinica della Medicina è ormai spesso ridotto a poche domande molto finalizzate che servono a indirizzare la diagnosi e a richiedere eventuali esami di laboratorio o indagini strumentali. In tal modo, il medico viene a sapere poco o nulla degli aspetti emotivi che accompagnano sempre la malattia; il paziente è quasi sempre scontento, avendo la sensazione di non aver potuto esprimere pienamente il suo vissuto; la relazione terapeutica è flebile e poco utilizzabile come strumento terapeutico. Una riconquista del territorio emozionale perso dalla consultazione clinica è quindi certamente auspicabile. Peraltro, forse, si tratta appunto della necessità di una riconquista, visto che tutti siamo certamente d’accordo sul fatto che una relazione medico-paziente significativa sia invece stata, e meriti di tornare a essere, un elemento irrinunciabile della pratica medica.

 
 
 
# 1
Credo ci siano specialità che più spingono all'ascolto del paziente, alla sua narrazione di altre. Quando lavoravo come endoscopista, la mia preocupazione principale era giungere alla diagnosi mediante una manovra endoscopica. Il colloquio era breve. Ora, come dietologo, con molte ore di ambulatorio, mi si spalanca davanti un mondo. La parola della persona che sta in ambulatorio con me è fondamentale per instaurare un colloquio. Infinite sono le storie umane che ascoltiamo. Ne risentono i nostri referti che in parte riportano i racconti dei pazienti. Non più anamnesi stereotipate, ma prove, tentativi di racconto.
Dalla Formazione mi era stato chiesto di far scrivere gli obesi. È il tempo che manca!!! In linea di massima però tutti gli operatori della sanità dovrebbero andare oltre gli aspetti tecnici della loro professione per lasciare spazio al racconto altrui. Purtroppo corriamo tutti e siamo valutati per la quantità del lavoro, meno per la qualità.
(continua oltre le 1000 battute)
di  Carlo Lesi  (inviato il 01/09/2009 alle 01:10:57)
# 2
(segue)
Testimonianza del mio interesse alla materia è il libro, comperato e letto, di G. Bert "Medicina Narrativa" - Il Pensiero Scientifico Editore - 2007, che ho qui accanto a me mentre scrivo. Posso segnalare anche altri libri che riguardano l'argomento trattato e in particolare il ruolo dei sentimenti nei vissuti di cura.
Concludo lanciando la proposta per il 2010 di organizzare un incontro sulla Medicina Narrativa, sia coinvolgendo qualche esperto, sia - soprattutto - i professionisti dell’AUSL di Bologna che sono interessati.
di  Carlo Lesi  (inviato il 01/09/2009 alle 01:10:58)
# 3
"Una riconquista del territorio emozionale perso dalla consultazione clinica è quindi certamente auspicabile". Sì, ritengo doveroso riconquistare questo "territorio". Me lo auguro vivamente, in quanto esso è il primo importantissimo terreno in cui devono muoversi sia il medico che il malato.
Una tale relazione, basata sul dialogo ed il racconto del paziente infatti, permetterebbe all'operatore sanitario di non essere un professionista a metà.
di  Ilaria Ricciotti, responsabile TDM Civitanova M.  (inviato il 24/10/2009 alle 15:04:33)
 
Anti-Spam: digita qui sotto le 6 cifre CAPTCHA

Testo (max 1600 caratteri)

Nome e Cognome, Struttura o Associazione di appartenenza

e-Mail oppure Link


Disclaimer
L'indirizzo IP del mittente viene registrato
 
 
 
 
Danilo di Diodoro
Chi è Danilo di Diodoro Chi è Danilo di Diodoro
Medicina delle Meraviglie Medicina delle Meraviglie
(lettura online su Blogspot)
Medicina delle Meraviglie Medicina delle Meraviglie
(scarica il formato epub)
Medicina delle Meraviglie Medicina delle Meraviglie
(scarica il formato mobi)
Segui su Twitter Danilo di Diodoro
 
Titolo
Inserisci una parola chiave
 

 
Titolo
Podcast (25)
Post (176)

Raccolti per mese:


Ultimi commenti:

Per Clementoni Tretti: le evid...
12/10/2018 alle 16:00:14
di Roberto Iovine

Ancora sull’omeopatia??????Leg...
12/10/2018 alle 15:55:56
di Roberto Iovine

Mi piacerebbe capire se la cur...
12/10/2018 alle 10:22:49
di M.Clementoni Tretti Mov.x i diritti del malato BS

Sarebbe utile che i medici di ...
30/03/2018 alle 13:50:31
di Marisa Clementoni Tretti Mov. Diritti del malato

Perché non lo sappiamo che i 2...
22/11/2017 alle 11:48:38
di libero professionista

L'analisi mi sembra molto corr...
22/11/2017 alle 10:51:11
di Leo Orselli cardiologo territoriale AUSL Bologna

Purtroppo nulla di nuovo sotto...
22/11/2017 alle 10:32:31
di Rosario Carulli - Anestesia e Rianimazione


 
Titolo

È il sito di social bookmarking di Scire. Tienilo d'occhio, ci troverai link ad articoli importanti, man mano che sono pubblicati. Ultimo aggiornamento: 26 giugno 2015

   

Si legge: "doc to doc", da medico a medico. È un luogo di discussione e scambio di opinioni tra medici di tutto il mondo.


 
Titolo

È la raccolta dei principali collegamenti citati nei post. Compaiono qui sotto quelli più recenti; gli altri si visualizzano cliccando qui, o in fondo, su
Storico Storico


 
 
 
 
 
Per visualizzare i feed in Internet Explorer è necessario disporre di MSXML3 SP5 o vers. successiva.
 
 
Ci sono 223 persone collegate

 
 
Web Site Store Bologna
Web Design & Development
ICT Business Solutions