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Scire – Post 36: Sei un operatore sanitario digitale?
di Danilo di Diodoro (pubblicato il 20/05/2009 alle 09:50:17, in Post)

Mercoledì 20 maggio 2009

Una cattiva notizia per gli operatori sanitari che non sono ancora in grado di utilizzare Internet a fini professionali: siamo già al Web 2.0 e all’orizzonte si profila il Web 3.0. Se non conosci la differenza tra queste sigle, o se comunque vuoi sapere verso dove stanno andando i rapporti tra Medicina e Web, credo che faresti bene a leggere il libro Web 2.0 e Medicina (Il Pensiero Scientifico Editore, Roma, 2009) di Eugenio Santoro, responsabile del Laboratorio di informatica medica dell’Istituto Mario Negri di Milano. Il libro (di cui trovi copia nella biblioteca dell’Ospedale Maggiore di Bologna) fa una disamina completa delle varie espressioni del Web 2.0, dai blog, come questo sul quale sei adesso, ai podcast, ai wiki, ai social network. Tutti termini che indicano strumenti diversi, ma accumunati da un’unica caratteristica che è l’anima stessa del Web 2.0, ossia la partecipazione del fruitore, che non si limita più a visitare un sito Web come se fosse una vetrina (tipico del Web tradizionale, denominato ora Web 1.0), ma interagisce con esso, contribuendo in maniera determinante a crearne i contenuti.

Partiamo dall’esempio che hai sotto gli occhi. Ora stai leggendo questo post, quindi stai usufruendo del contenuto predisposto dall’autore del blog, ma se vorrai potrai inviare un commento seguendo le istruzioni che trovi in fondo al Post, e in tal modo contribuirai a generare il contenuto del sito del Blog Scire. Ecco perché si parla di Web 2.0. Il Web 3.0, ancora di là da venire, sarà invece caratterizzato da una sorta di sviluppo neurale della rete, che somiglierà sempre più a un enorme cervello mondiale, nel quale le informazioni saranno cercate attraverso percorsi molto simili a quelli cognitivi umani. E’ per questo che si chiamerà anche Web semantico. Chi cercherà un’informazione nel futuro Web 3.0 si troverà davanti una serie di rimandi che collegheranno tra loro siti molto diversi, ma correlati da significati simili, secondo una sorta di associazione “mentale” di idee virtuali.

Ma andiamo con calma, per ora è già abbastanza difficile districarsi tra wiki e RSS, altra sigla, quest’ultima, che non tutti hanno ancora compreso perfettamente, e che rappresenta uno strumento molto utile per la creazione di specifiche aree di interesse personale su Internet. Il libro di Santoro affronta tutti questi temi in maniera ordinata, con precisione e pazienza, e con un linguaggio accessibile anche ai neofiti, e dà indicazioni su come muoversi in questo complicato universo.

Nel libro si trovano anche molti rimandi ai principali blog, wiki e social network internazionali dedicati alla medicina. Siti Web 2.0 scritti da medici per medici, da medici per pazienti, da pazienti per pazienti, in un intreccio per sua natura un po’ caotico e ripetitivo, nel quale bisogna imparare anche a distinguere, come sempre su Internet, la qualità dal ciarpame informativo. Per quanto riguarda i blog professionali dedicati all’aggiornamento del medico, si assiste al fenomeno della “conquista” di Internet da parte delle riviste tradizionali, come ad esempio Lancet e il BMJ, ma anche da parte di PLoS One della Public Library of Science, la prima grande rivista internazionale di Medicina esclusivamente open access.

Il libro di Santoro è orientato largamente verso siti internazionali di lingua inglese, mentre poche informazioni si trovano, invece, sui blog e wiki italiani. Su questa mancanza Santoro risponde direttamente nell’intervista acclusa a questo post, ma si può anticipare che sicuramente le esperienze significative di Web 2.0 in lingua italiana non sono ancora tante, considerato il ritardo con cui, anche nell’ambito medico, si sta diffondendo in Italia l’uso di Internet a fini professionali.

Attenzione però a chi resta indietro. Come ricorda Silvio Garattini nella presentazione del libro, citando Richard Smith, famoso ex direttore del BMJ, “abituatevi a conoscere e a usare il Web 2.0, oppure rimarrete persone ancorate al passato”. E allora, mi chiedo se tra le abilità di base da considerarsi essenziali per un operatore sanitario contemporaneo non se ne debbano ormai forzatamente annoverare alcune di tipo informatico. In altre parole: possono, ad esempio, un medico o un infermiere considerarsi operatori sanitari formati e aggiornati, se non sono in grado di utilizzare alcune delle potenzialità offerte dall’informatica? E se la risposta a questa domanda è no, quali sono le conoscenze e le abilità di base ormai da considerarsi imprescindibili? Ad esempio, essere in grado di trovare sul Web le informazioni evidence based necessarie per rispondere ai propri quesiti clinici?

Non sono né il primo né il solo a pormi queste domande. Se le è poste, ad esempio un medico di famiglia inglese che lavora a Caerphilly, e che scrive un blog nel quale è recentemente comparso un post intitolato Are you a digitally competent doctor? Do you need to be? Il post è stato rilanciato anche sul social network internazionale per medici doc2doc ricevendo molte risposte diverse e interessanti. Se vuoi, anche tu puoi dire la tua opinione, ad esempio, commentando questo post e utilizzando quindi mentalità e abilità tipicamente da Web 2.0, che faranno di te un vero operatore sanitario digitale...

 
 
 
# 1
Personalmente condivido il pensiero di fondo del post: il pensiero digitale è poco presente nelle skills dei professionisti sanitari, al punto che non sarebbe una bestemmia tentare di includere un congruo numero di ore di formazione nei corsi di laurea.
Questa sensazione è ancora più accentuata (e la necessità di cui sopra ancora più evidente) se si cerca di mettere in relazione la capacità di trovare delle 'risposte' in rete, con la capacità di 'leggere in maniera critica' ciò che dalla rete stessa proviene.
Troppo spesso si legge di professionisti che fanno proprie affermazioni e pensieri (ovviamente di dubbia qualità) recuperati in fretta e furia dalla 'rete', fino a sconfinare nel ridicolo!
Troppo poche persone hanno compreso le potenzialità del Web (e non solo del 2.0): forum, blog, gruppi di discussione, newsletter, RSS e quant'altro, sono tutti strumenti utili, con finalità ovviamente diverse l'uno dagli altri.
(continua oltre le mille battute)
di  Rocco Amendolara, infermiere DITRA, Ausl Modena  (inviato il 20/05/2009 alle 11:36:05)
# 2
(continua)
Gestire una considerevole mole di informazioni, il proprio tempo e la qualità delle stesse è un'ulteriore sfida che il professionista attuale è chiamato ad affrontare (e a vincere, per non soccombere alla selezione naturale).
di  Rocco Amendolara, infermiere DITRA, Ausl Modena  (inviato il 20/05/2009 alle 11:36:25)
# 3
La rete, come strumento di conoscenza condivisa, è uno strumento che a mio avviso è sotto-utilizzato nell’ambito della promozione della salute, soprattutto nel web in lingua italiana.
Si tratta di uno strumento con enormi potenzialità che tuttavia possono essere indirizzate in modo positivo, come far crescere la conoscenza condivisa tra molti e la “intelligenza comune” (cd wisdom of crowd) o, al contrario, generare falsi miti e diffondere confusione, cosa questa che viene fatta spesso con fini poco etici. Ritengo che la sfida per il futuro sia proprio a questo livello.
di  Piero de Carolis  (inviato il 20/05/2009 alle 15:16:58)
# 4
Giusto un approfondimento della Bidoli, di cui forse molti operatori della Ausl di Bologna sono già a conoscenza.
Il volume "Web 2.0 e Medicina: come social network, podcast, wiki e blog trasformano la comunicazione, l’assistenza e la formazione in sanità", scritto dal Dott. Eugenio Santoro dell'Istituto Mario Negri e pubblicato a cura de "Il Pensiero Scientifico Editore" è disponibile in rete direttamente presso lo stesso Editore con uno sconto particolare (v. scheda).
È anche possibile ordinare il libro al numero verde 800 259 620 al prezzo speciale di 17,00 euro senza spese di spedizione. L’acquisto di più copie per corsi o seminari gode di condizioni di ancora maggior favore.
Inoltre l'Istituto “Mario Negri" di Milano organizza tre eventi (8, 9 e 10 giugno) su queste tematiche.
Maggiori informazioni su:
www.marionegri.it/mn/it/aggiornamento/news/Web2terzaed.html
e su:
www.partecipasalute.it/cms_2/node/1216.
di  Luana Oddi  (inviato il 21/05/2009 alle 22:04:22)
# 5
Gli sviluppi della pratica medica e del rapporto medico-paziente nell’era del web partecipativo sono rappresentati in modo sintetico ed efficace su:
www.slideshare.net/NCurse/practicing-medicine-in-the-web-20-era-1207689?src=embed
Ovviamente il contesto sanitario/culturale in Italia è ben diverso, anche se credo sia un fatto generazionale.
Altrettanto interessante è l’articolo di Nicolò Piave sui risvolti in ambito formativo del Web 2.0 per il mondo sanitario. “Se per l'utente il Web 2.0 rappresenta la porta di accesso alle informazioni e ad una propria formazione personale (che certo non può essere equiparabile e sostitutiva di quella di un professionista), per i medici e per tutti gli operatori del settore sanitario il Web 2.0 costituisce una straordinaria occasione di confronto, di condivisione, di aggiornamento professionale al di fuori dei tradizionali canali formali”.
www.wbt.it/index.php?pagina=763
di  Mauro Vigna  (inviato il 19/08/2009 alle 16:38:09)
 
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