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Scire – Post 20: Teniamo i rischi sott'occhio
di Danilo di Diodoro (pubblicato il 15/12/2008 alle 09:08:00, in Post)

Mercoledì 10 dicembre 2008

C’è un modo semplice e immediato per spiegare ai pazienti quali sono le probabilità che un intervento medico dia un certo risultato voluto. Se vuoi vedere come funzionapuoi leggere l'articolo (1) di Magnus Hird sulla rivista Evidence Based Medicine. Intanto però, ecco in breve il succo della questione. Come sa chiunque abbia esperienza clinica, molte volte i pazienti non riescono a farsi un’idea precisa di quelle che possono essere le probabilità che il trattamento loro offerto possa dare i risultati sperati. Tuttavia, se si fa ricorso al sistema visuale, tutto diventa immediatamente chiaro. Facciamo un esempio.

Poniamo il caso che tu voglia spiegare a un paziente quali sono i possibili benefici dello smettere di fumare, per la prevenzione del rischio cardiovascolare, in particolare la prevenzione di infarti e ictus. Ammettiamo che in quel momento, da quanto sai dalle carte del rischio cardiovascolare, quello specifico paziente sia catalogabile in una condizione di rischio del 30 per cento nei prossimi dieci anni. Sempre dalla letteratura, puoi sapere che smettendo di fumare, quel paziente avrà una riduzione del rischio relativo del 25 per cento.

Se provi a spiegare la cosa al paziente con queste parole – “lei, se adesso smette di fumare, avrà una riduzione del rischio relativo del 25 per cento nei prossimi dieci anni di avere un infarto o un ictus” – è molto probabile che il paziente, a meno che per fatti suoi non sia un esperto di statistica, ti guardi con lo sguardo abbastanza vuoto. Insomma, non capisce veramente che cosa stai provando a spiegargli. Prova invece a immaginare di presentargli una figura di questo tipo:

figura 1
fig. 1

e di dirgli che questa è la sua condizione di rischio di avere un infarto o un ictus nei prossimi dieci anni se continuerà a fumare. Le cento facce rappresentano cento pazienti nella sua stessa condizione di rischio: le verdi rappresentano coloro che non avranno infarti e ictus, le rosse rappresentano coloro che invece li avranno. Bene, poi gli dici: “Però, se lei smette di fumare, la situazione diventerà quella indicata nella figura seguente:

fig. 2
fig. 2

“Come vede, in questo caso compaiono le facce gialle, che rappresentano coloro che, proprio perché hanno smesso di fumare non avranno l’infarto o l’ictus nei prossimi dieci anni. Lei potrebbe o no essere uno di questi”.

Il messaggio, certamente, sarà percepito in maniera molto più chiara, così come chiari saranno anche i limiti reali del beneficio legato alla sospensione del fumo. Non c’è bisogno di fare grandi conti o di essere esperti in statistica. Naturalmente si dovrà conoscere il livello di rischio di quello specifico paziente, così come il beneficio percentuale atteso in conseguenza di quello specifico intervento (si desume facilmente dalla letteratura). Ad esempio, nel caso in esame, come ho detto, sai che smettere di fumare ridurrà il rischio relativo del 25 per cento. Senza stare a fare grandi conti, se guardi un attimo la figura 1, ti rendi conto che basta togliere a occhio un 25 per cento (ossia un quarto) alle 30 facce rosse, quindi, grosso modo, otto facce. Ed ecco che hai la nuova immagine del rischio.

Per poter utilizzare questo sistema nella pratica clinica puoi andare sul sito www.nntonline.net o, se preferisci non usare il computer, puoi semplicemente far ricorso alle due figure seguenti, tratte dall'articolo di Hird sulla rivista Evidence Based Medicine. È sufficiente stampare e fotocopiare la sottostante figura 3 e utilizzarla come strumento per la spiegazione ai pazienti delle loro condizioni di rischio e dei relativi cambiamenti ottenibili con specifici interventi (fig. 4). Facile, no?

fig. 3a
fig. 3
 
fig. 3b
fig. 4

Per leggere la bibliografia citata nel Post clicca sui link:

1) Magnus Hird A simple paper-based patient decision aid. Evidence-Based Medicine 2008;13:166; doi:10.1136/ebm.13.6.166

ebm.bmj.com/cgi/reprint/13/6/166

 
 
 
# 1
Bello! Ma se i fattori di rischio non dipendono dalle abitudini di vita del paziente (vedi conversione in galucoma di una sindrome da ipertensione endooculare) posso ugualmente utilizzare il diagramma per far comprendere gli effetti benefici della eventuale terapia prescritta?
di  Claudio Paganelli, Oculista Territor. Ausl Bologna  (inviato il 15/12/2008 alle 11:01:43)
# 2
Per Claudio: se capisco bene la tua domanda, direi senz'altro sì. L'immagine con le facce può essere utilizzata tutte le volte che sei a conoscenza di un rischio di base e dell'efficacia dell'intervento che proponi, sia che si tratti di una modifica dello stile di vita, sia che si tratti di un intervento farmacolgico o di altro intervento.
di  Danilo di Diodoro, tutor Blog Scire  (inviato il 15/12/2008 alle 16:21:56)
# 3
Chissà che non possa funzionare anche con l'utenza "particolare" del mio ambito lavorativo, la tossicodipedenza. Proverò ad utilizzarlo!
di  Luana Oddi  (inviato il 28/12/2008 alle 10:26:05)
 
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