Blog Scire
Letteratura medica per la pratica clinica
Danilo di Diodoro – Informazione scientifica applicata – Azienda Usl di Bologna
 
Home Page : Articolo
Post 113 – Non lo so, non lo so…
di Danilo di Diodoro (pubblicato il 09/08/2012 alle 19:09:17, in Post)

Giovedì 9 agosto 2012

Non lo so... Sono le tre parole più importanti per chi vuole imparare la Medicina. Sembra una banalità, ma i medici si rendono davvero conto nella loro pratica quotidiana di quante volte fanno diagnosi e prescrivono terapie senza avere le informazioni più aggiornate che servirebbero? E’ una riflessione che fa Richard Smith, mitico ex direttore del BMJ, ormai diventato un libero pensatore sulle complesse e spinose questioni della Medicina contemporanea. E’ giunto a questa conclusione mentre si chiedeva di cosa avrebbe potuto parlare agli studenti della Hull York Medical School, l’ennesima università che gli chiedeva l’ennesima conferenza. Richard da una parte sentiva la grande responsabilità dell’impresa, essendo uomo di senso etico, dall’altra diceva a se stesso che tanto i ragazzi non avrebbero dato grande peso alle sue ciarle, e che le avrebbero certamente considerate una delle tante uscite senza senso di un’altra old fart (in Medicina di old fart in effetti ce ne sono molte –cercate il termine preciso sul dizionario se non lo conoscete, è interessante) che veniva a tenere l’ennesima noiosa conferenza. Alla fine, però, l’occasione ha portato Richard a scrivere un interessantissimo e gustosissimo articolo sul BMJ la cui lettura diretta consiglio vivamente a tutti coloro che sono in grado di leggere l’inglese.

In poche parole, ecco comunque il succo. Dice Richard che probabilmente la più grande invenzione del secolo scorso non sono stati né la penicillina né la doppia elica, ma quel concetto dello psicoanalista inglese Donald Winnicott che ha definito “la madre sufficientemente buona”. Voleva dire Winnicott che se una madre tenta di essere infinitamente buona o la migliore di tutte, non potrà che fare disastri nell’educazione e nella salute mentale dei figli. Se riuscirà invece a essere “sufficientemente buona” probabilmente sarà davvero una buona madre. Allo stesso modo, un medico dovrebbe cercare di essere un medico sufficientemente buono. Pragmatica saggezza. Anche perché, in realtà, molto di più non si può fare. La Medicina contemporanea è diventata di una complessità tale che si sta scavando un solco tra quelle che sono le aspettative dei pazienti e le reali possibilità dei medici, alle prese con dati e informazioni ormai ingestibili. Talora i pazienti pensano che al medico basti visitarlo e magari scorrere i risultati degli esami del sangue per poter fare una diagnosi affidabile, mentre si sa che le cose sono molto, molto più complesse. E i medici accorti lo sanno bene. Forse non ci devono pensare troppo, altrimenti per loro la medicina diventerebbe un’impresa impossibile. Citazione diretta dall’articolo di Richard: John Fox, capo dell’ Advanced Computing Laboratory, ha affermato che la Medicina è “un’attività inumana. Abbiamo bisogno delle macchine. Chiedete a un agente di viaggio gli orari degli aerei da Shanghai a Hong Kong, e non sarà capace di recitarli a memoria. Dovrà usare degli strumenti informativi. I medici devono imparare a fare lo stesso”.

Poi c’è la questione del provare a vedere le cose dal punto di vista dei pazienti. Questa è ormai diventata una specie di lagna, un mantra che viene ripetuto all’infinito e che sembra stia progressivamente perdendo di senso, sia per i medici sia per i pazienti, visto che pare proprio una missione impossibile. Richard nel suo articolo cita l’esempio del paziente con malattia di Parkinson. Per il medico il problema di quel paziente sta al di sopra del collo, precisamente nella Sostanza nera, mentre per il paziente il problema sta al di sotto della vita. Riuscirò ancora a infilarmi le mutande? Per quanto tempo sarò continente? Una differenza di vedute così distante che sembra impossibile arrivare a riempirla.

Beh, nell’articolo di Richard c’è davvero molto altro, ed è anche scritto bene. Non posso sintetizzare tutto, però ho deciso di tradurre integralmente le raccomandazioni per gli studenti di Medicina che Richard ha raccolto dalla redazione del BMJ (dove lui è ancora, si può dire tra noi, la massima autorità almeno morale, anche se non è più direttore da molti anni). Ecco le raccomandazioni, che credo valgano pari pari per tutti i medici:

-Impara a gestire l’incertezza

-Metti in discussione quello che ti è stato insegnato, specie se ti sembra contraddittorio e incoerente

-Considera con umiltà le tue conoscenze

-Sii sempre te stesso

-Divertiti

-Cerca di praticare la Medicina con la stessa etica e gli stessi principi in cui credevi quando hai cominciato gli studi di Medicina

-Non avere mai paura di ammettere la tua ignoranza

-La Medicina non è solo lavoro clinico, ma riguarda anche le relazioni, il lavoro in gruppo, i sistemi, le capacità di comunicazione, la ricerca, le pubblicazioni, la valutazione critica

-Tratta i tuoi pazienti con la stessa attenzione e lo stesso rispetto come se fossero tuoi cari amici o familiari

-La cura non è quello che tutti si aspettano da te: i tuoi pazienti e le loro famiglie potrebbero star cercando solo supporto, una mano amica, un’anima consolatrice

-Al di fuori della famiglia non ci sono legami più stretti di quelli tra medici e pazienti

-Non credere a quello che leggi nelle riviste mediche e nei giornali

-Cerca di sapere come fare a imparare, come accedere alle informazioni mediche utili, come valutare criticamente le informazioni

-Le prime dieci volte che fai una cosa -sia presentare un paziente, mettere un catetere endovenoso, ricucire una lacerazione- sarà difficile, per cui cerca di fare il più presto possibile le prime dieci volte

-Sebbene non devi temere di dire “non lo so” quando è appropriato, non avere neppure paura di sbagliare

-Accogli bene ogni rotazione durante il tuo training, anche se non intendi seguire quella specialità, dal momento che avrai l’occasione di fare cose e condividere esperienze che sono speciali

-Quando hai una giornata nera e ti senti stanco, stressato, sopraffatto dal lavoro, e sottovalutato, non dimenticare mai che le cose vanno molto peggio per la persona che sta dalla parte fredda dello stetoscopio. La tua giornata potrà anche essere schifosa, ma almeno non hai il cancro del pancreas.

 
 
 
# 1
Con piacere ed interesse ho letto questo articolo.Mi sento di renderlo valido anche per gli infermieri e gli operatori sanitari tutti.Un buon vademecum da tenere a mente durante le ore di lavoro che si passano in un reparto;grazie Danilo.
di  Rita Gambelunghe Azienda Ospedaliera Perugia  (inviato il 10/08/2012 alle 09:52:10)
# 2
Per me Richard Smith è sempre stato un mito! Comunque questo post cade a fagiolo nella mia mattinata, avevo appena congedato una paziente con un " non so, mi spiace".
Racconto: ambulatorio di ecografia ginecologica, piuttosto affollato. Accetto una richesta di eco urgente, proveniente dal medico di base per "gravidanza iniziale". La signora entra, sta bene ed è contenta di poter fare l'ecografia.
Però prima di farla parliamo( sì, lo faccio ancora!) ed emerge che
- non ha neanche un ritardo mestruale, però ha scoperto di essere incinta andando in PS in altra città : il Beta HCG era positivo
- le hanno già fatto un'ecografia ieri, in quella sede, e le hanno trasmesso un certo allarme perchè non si vedeva la gravidanza in utero(!)
Facciamo l'eco: piccola (4 mm) camera gestazionale in utero; altro, a quest'epoca , non è possibile vedere.
Consiglio un controllo tra un mese.
E arriva la domanda shock "Scusi , Dottoressa, a Ferragosto andrò a fare una grigliata da amici. Hanno un cane che potrebbe essere affetto da Leishmaniosi, corro qualche pericolo?"
Ho risposto "Non lo so, dovrei documentarmi , ma nell'immediato non mi è possibile. Però attenzione alla carne cruda e soprattutto prenda l'acido folico"
La signora è andata via tranquilla e nemmeno io mi sono sentita a disagio. Ora ho aperto il blog è mi è venuto un sorriso! Penso che noi medici dobbiamo proprio smettere di mostrarci onniscienti e onnipotenti, in
di  Marcella Falcieri, UO Ostetrica Bentivoglio (BO)  (inviato il 10/08/2012 alle 11:42:43)
# 3
Nulla determina piu' pericolo che la certezza di non aver piu' niente da imparare e la convinzione di sapere tutto,o perlomeno abbastanza! L'atteggiamento saccente di tanti medici e sanitari,non supportato da vere competenze ,puo' provocare tragedie,troppo spesso impunite! Sapere di non sapere : pilastro della filosofia classica,dovrebbe essere il principio che ci guida e ci stimola ad aggiornarci e studiare!!E soprattutto imparare ad ascoltare BENE il paziente,senza dare per scontato sia uno sprovveduto ed ignorante,al fine di approffondire la riflessione e valutazione del caso.
di  Pierangela Romanini, Infermiera, Ausl Bologna  (inviato il 11/08/2012 alle 10:31:45)
# 4
Grande articolo, molto rassicurante.
Metterei anche l'accento sui "non lo so" della medicina.
Nella mia attività di medico di famiglia quasi tutti i giorni ricevo delle richieste di spiegazione o proposte di interpretazione su sintomi e segni difficilmente inquadrabili da un punto di vista strettamente clinico. In quei casi la mia risposta e' che il funzionameno degli umani e' diverso da quello delle macchine e che in gran parte resta misterioso (almeno a me). Con l'approccio meccanico-riduzionista possiamo capire dei pezzi, ma non l'insieme. Se sintomi e segni non sono preoccupanti o invalidanti, possiamo non pensarci e tenerci un po' di mistero.
di  Guido Giustetto, MG, ASLTO5, Pino Torinese  (inviato il 11/08/2012 alle 16:47:39)
# 5
L'aspetto più pericoloso è che nei corsi di laurea si tende spesso a dare proprio una visione meccanicistica-automatica della medicina. Avendo il tempo, la disposizione e il carattere giusti, le cose possono essere (forse) più "umane" nella medicina di famiglia. Anche se, con l'avanzare di internet e con la ...scomparsa delle care vecchie pazienti che si fidano davvero, diventa sempre più difficile. me ne accorgo quando faccio tutoring con gli studenti dell'ultimo anno, o prima dell'esame di stato, o per il corso di formazione in MG: fanno fatica ad accettare quel grado di "incertezza" e di indeterminatezza nel quale lavoriamo. Spesso senza accorgercene. Ricordo un giovane collega neolaureato, bravissimo, che aveva fatto un internato negli USA. Avendomi visto prescrivere un antibiotico e un antipiratico ad un paziente con febbre, dispnea e tosse produttiva, mi chiese: "ma che cosa aveva il signore? bronchite o bronchiolite?" Nella sua testa, occorreva una diagnosi precisa (magari un bronclavaggio e un colturale) prima di fare la ricetta.
Anche se in linea teorica poteva aver ragione, per fortuna nella professione reale (fino a che ce la faranno fare) esiste anche la fiducia, la cnoscenza trentennale, e un sacco di conoscenze un po' meno scientifiche ed evidence based; ma che spesso funzionano
di  E. Delfini, MMG Bologna  (inviato il 14/08/2012 alle 19:53:02)
# 6
Chiedo: "Quanti medici hanno letto questo articolo, quanti medici lo hanno commentato, quanti medici lo hanno eleborato, quanti medici lo mettono in pratica?" Propongo ,a riguardo , che questi pensieri posssano essere trasformati in un questionario da somministrare ai malati all'uscita dagli opsedali, per verificare il rapporto di relazione che è stato percepito.
Grazie al Dott. Danilo per gli interessantissimi input che ogni volta propone.
di  Prof. Ilaria Ricciotti, Responsabile del Malato  (inviato il 17/08/2012 alle 11:53:34)
# 7
Mi occupo di welfare e in particolare di anziani fragili. Che piacere è stato leggere queste indicazioni! Il mondo cambia in modo veloce, i nostri anziani non trovano spazio per i loro problemi di vita, e la vita si allunga all’infinito. I medici (di famiglia e specialisti) giocano il loro ruolo, ma insieme ad essi molte altre professioni dovrebbero leggere questo articolo. Molte professioni sanitarie e sociali stanno imparando a gestire gli anziani e le loro famiglie. Per la prima volta nella storia convivono insieme quattro generazioni. Studenti sono i nipoti e pronipoti dei nostri anziani di oggi. Speriamo che questi studenti ci insegnino con la loro esperienza umana e clinica ad essere figli e professionisti migliori.
di  Cristina Malvi, Distretto di Bologna, Ausl Bologna  (inviato il 17/08/2012 alle 14:26:55)
# 8
Mi viene in mente una battuta paradossale: "L'ignoranza? Non so cosa sia!<(i>" Oppure: "Ragazzi, ricordatevi che il dubbio è il motore dell'apprendimento. Solo gli stolti credono di avere certezze. Bisogna dubitare sempre!"
"Ma... ne è proprio sicuro, professore?"
"Assolutamente certo!
"
P.S.: "Su ciò di cui non si è in grado di parlare, si deve tacere" - L. Wittgenstein
di  Ivan Favarin, infermiere Azienda USL Bologna  (inviato il 02/02/2013 alle 16:32:30)
 
Anti-Spam: digita qui sotto le 6 cifre CAPTCHA

Testo (max 1600 caratteri)

Nome e Cognome, Struttura o Associazione di appartenenza

e-Mail oppure Link


Disclaimer
L'indirizzo IP del mittente viene registrato
 
 
 
 
Danilo di Diodoro
Chi è Danilo di Diodoro Chi è Danilo di Diodoro
Medicina delle Meraviglie Medicina delle Meraviglie
(lettura online su Blogspot)
Medicina delle Meraviglie Medicina delle Meraviglie
(scarica il formato epub)
Medicina delle Meraviglie Medicina delle Meraviglie
(scarica il formato mobi)
Segui su Twitter Danilo di Diodoro
 
Titolo
Inserisci una parola chiave
 

 
Titolo
Podcast (25)
Post (176)

Raccolti per mese:


Ultimi commenti:

Ciao a tutti, voglio solo dare...
16/08/2019 alle 22:25:00
di melisa eva

Attenzione:Stai cercando una R...
21/06/2019 alle 00:19:09
di MRS KATHY HALL

Per Clementoni Tretti: le evid...
12/10/2018 alle 16:00:14
di Roberto Iovine

Ancora sull’omeopatia??????Leg...
12/10/2018 alle 15:55:56
di Roberto Iovine

Mi piacerebbe capire se la cur...
12/10/2018 alle 10:22:49
di M.Clementoni Tretti Mov.x i diritti del malato BS

Sarebbe utile che i medici di ...
30/03/2018 alle 13:50:31
di Marisa Clementoni Tretti Mov. Diritti del malato

Perché non lo sappiamo che i 2...
22/11/2017 alle 11:48:38
di libero professionista


 
Titolo

È il sito di social bookmarking di Scire. Tienilo d'occhio, ci troverai link ad articoli importanti, man mano che sono pubblicati. Ultimo aggiornamento: 26 giugno 2015

   

Si legge: "doc to doc", da medico a medico. È un luogo di discussione e scambio di opinioni tra medici di tutto il mondo.


 
Titolo

È la raccolta dei principali collegamenti citati nei post. Compaiono qui sotto quelli più recenti; gli altri si visualizzano cliccando qui, o in fondo, su
Storico Storico


 
 
 
 
 
Per visualizzare i feed in Internet Explorer è necessario disporre di MSXML3 SP5 o vers. successiva.
 
 
Ci sono 26 persone collegate

 
 
Web Site Store Bologna
Web Design & Development
ICT Business Solutions